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LE POESIE VINCITRICI DEL PREMIO NAZIONALE DI POESIA "FULVIO NUVOLONE" VI EDIZIONE
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- Categoria: Premio Nazionale di Poesia Fulvio Nuvolone
- Pubblicato Giovedì, 01 Dicembre 2011 00:05
- Scritto da Fulvio Nuvolone
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PRIMA SEZIONE
VINCITRICE:
IN QUEI SILENZI
In quei silenzi che suonano sordi all'orecchio randagio
Violentati dall'indecenza verbosa che dimora sulle tue labbra
Nel nero spinto delle pupille stanche
Vomito tutto l'amore che posso.
Non per te,
Per me.
Perché non s'affermino puerili reticenze d' affetto
Perché non assordino sterili vagiti di nulla
Per vivere tutto il dramma della vita che sussulta.
Sara Loreni - Parma
SEGNALATE:
Seconda classificata:
AGGRAPPATI ALLA VITA
E’
Nell'istante della nascita
che l'universo scioglie
tutti i miracoli della luce
nei germogli
Nel momento
in cui si passa
dal silenzioso rituale
della lontananza
A quel grido
d'appartenenza alla vita
che sfocia
Nel primo pianto
Celestino Casalini - Piacenza
Terza classificata:
L'ASSENZA
Nessuno mi sente
e nessuno mi ascolta
eppure vivo.
Negate la mia forza
alzando la voce
eppure vivo.
Rivelate falsi pensieri
pur di farmi tacere
eppure vivo.
E adesso che siamo soli
tremate di paura.
Ma se mi lasciate parlare vi accorgerete
che io non vi farò del male
poiché vi appartengo.
Per favore fate silenzio.
Maximiliano Moschetti - Lucca -
Ex equo ( in ordine alfabetico):
ACCOGLIENZA
UNIVERSIS UNIVERSA ABDERAE LIBERTAS
piccolo borgo sperduto ai margini
d'un continente lambito da vicino dal gelo,
dove qualsiasi cosa è sempre stata
in primo luogo fonte di commerci,
di affari lucrosi. In questo piatto,
industrioso paese, una ragazza cammina
davanti a un muro dov'hanno scritto
NEGRI CANI CAROGNE
FUORI DA QUESTA TERRA.
Ma lei non sembra neppure sfiorare
il suolo che l'accoglie in modo così ostile.
E all'angolo dei portici vuoti
sul cassonetto che deborda di spazzatura
qualche solerte scrivano ha aggiunto
a caratteri cubitali
CANILE PER NEGRI.
lo alzo gli occhi sopra i tetti e i campanili
acuminati di questa devota contrada,
al di là dei sontuosi santuari
di questa virtuosa pianura
s'intravede una terra dove qualsiasi
sia la parte del mondo da cui tu arrivi
sei accolto come un ospite
a cui prestare riguardo,
dove non ha rilevanza
la tua sembianza o la tua provenienza
perché viene accolto con le parole: «Siediti,
riposati. Ecco è il pane, ecco è il sale.
La nostra casa non è ricca,
ma dopo il tuo lungo viaggio
l'ospitalità che ti offriamo ci è grata».
In quella selvaggia terra di barbari
anche i bambini sanno
che gli esseri umani valgono
solo per il modo in cui agiscono,
soltanto per quello che fanno;
in quel ruvido mondo di incolti
persino ai muri è manifesto
quanto sia meglio avere una pelle gialla,
ocra, nera, ben più nera della pelle
di una ragazza sfuggita ormai dai vicoli
angusti di questa pia e crassa pianura
piuttosto che l'anima oscura
dei rispettabili sepolcri imbiancati,
risplendenti a vederli dal di fuori
attraverso le grate e le inferriate
d'un borgo libero, universale
soltanto in remote, intraducibili
allucinazioni in latino.
Paolo Borsoni - Ancona
A LAMPEDUSA
lo Ti prego Signore
con l'anima fervente
di giovenca morente.
La vita è troppo lunga
nella baracca dei sudori sfiniti,
dal tempo irranciditi.
Signore, io canto le tue lodi,
m'inebria il desiderio
di poterti raggiungere.
Modi ho cercato tanti
per non sentire i pianti
dell'uomo mio,
e soffrono i miei occhi
le piaghe dei miei vecchi,
le schiene fatte sangue.
Ho sofferto lacrime e sudore.
Ma non per questo
abbi pietà, Signore.
E' un dono non degno di Te
perché esso viene da me.
Signore, io t'offro mio figlio.
Ha gli occhi larghi di paura,
stupiti per l'odio del mondo.
Ha il ventre gonfio di fame.
Ti prego abbine cura.
Ha la pelle grinzosa
vecchia di sofferenza annosa.
Le caviglie san troppo sottili
per portar ceppi e duri fili.
Ha le labbra serrate e atterrite
da cattiverie viste e udite.
Lui è ciò che mi resta, Signore.
Prendilo, aiutaci,
dacci il tuo calore,
volgiti verso il buio
della nostra pelle,
del nostro dolore.
Antonio Giordano - Palermo
MI SDRAIO DI SCHIENA
1.
mi sdraio di schiena
la terra è tutta d'un pezzo,
fa il rumore del cocomero buono.
presto mi risalirà qualche insetto.
ora
ho quasi il coraggio, per la prima volta dopo settimane,
di perdonarmi un paio di cose.
Gianluca Bosi - Cesena
SEZIONE GIOVANI
VINCITRICE:
NON AFFANNATEVI .
I.
Non affannatevi.
Sfogliate libri, leggete poesie.
Componetele, senza prendervi troppo sul serio.
Uscite, bevete, il vostro giro pagate.
Acqua o vino non fa differenza;
brindate a voi stessi, che di questa vita reggete le sorti.
Innamoratevi, fate l'amore;
diventate avvocati, se non sapete che fare;
rimanete lì dove siete: seduti in questa aia affollata, bruciata dal sole.
Accettate la vostra sgualcita veste mortale,
coperta di ruggine lieve e distesa fra foglie spezzate.
Seguite il vento livido fino all'ombra che riluce della prima rugiada,
aspettando di trovare il senso dimenticato.
Antonio Cosimo Pane - Teano (CE)
SEGNALATE:
Seconda classificata:
MI ANIMO DEL TUO SORRISO
Mi animo del tuo sorriso.
La mia follia sei tu
E l'universo si annulla al
Tuo contatto.
Sei il suo orgoglio vivo.
Ora ti guarda dall'alto e
sa che il suo paradiso
poteva essere la terra dove cammini.
Basteranno le mie lacrime
ad avvicinarmi a te?
Magari la mia anima che è solo
Vento potesse anche solo sfiorare…
Il tuo incorruttibile volto,
allora potresti capire la mia
pena dolente.
Antonio Benadduce - Curti (CE)
Terza classificata:
I VALORI
Si stanno perdendo i valori ed il decalogo dei diritti,
quasi ridotto in briciole di pane davanti ad una finestra,
è un cibo non raccolto.
Decalogo non rispettato,
famiglie distrutte,
valori persi nella vita,
poi nella carta,
smarrito nel tempo.
Oggi si raccolgono i cocci di sere senza parlare
e chiedo aiuto alla pioggia
e chiedo dov'è il rispetto?
Nel luogo in cui abito
e del corpo che muovo sento una strana nullità,
ma io ho diritto di sapere com'è il mio tempo.
Ciò che vorrei è ancora un'emozione
e come valore più grande vorrei l'amore.
Miriam De Michele - Portici (NA)
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